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Blauer Hof

Il primo riferimento sul palazzo del Blauer Hof risale al 1544, quando il cosiddetto Freihof era proprietà di Melchior Arguello (Melchor de Argüello). Tra i successivi proprietari si ricordano i fratelli Bloe (Bloenstain/Blauensteiner), Rätsch e Eibiswald. A partire dal 1705, il vicecancelliere imperiale Friedrich Karl Schönborn affidò a Lukas von Hildebrandt, suo architetto di fiducia, un grande progetto di ampliamento dell’edificio allora esistente, i cui lavori si protrassero dal 1710 al 1720.

Intorno al 1729 il palazzo fu ceduto al successore alla vice-cancelleria imperiale, il conte Adolf Metsch, che lo lasciò in eredità al genero della casata dei Khevenhüller-Metsch. Dopodiché il palazzo si ritrovò nelle mani dei conti Daun, che nel 1762 lo cedettero in cambio del Palazzo Dietrichstein (= Grünne-Haus).

Blauer Hof SchlossplatzIn seguito, il Blauensteiner-Hof fu acquistato da Maria Teresa insieme al palazzo dei Pruckner ad esso confinante. Nel 1756 furono avviati dei grandi lavori di ampliamento diretti dall’architetto di corte Nicolò Pacassi, che intorno al 1770 contribuì anche al progetto del castello viennese del Belvedere (testimonianze nei dipinti di Joseph Pichler?). Pacassi trasformò il palazzo spostando l’ingresso dal lato est al lato nord, sulla Piazza del Castello.

La facciata d’ingresso sulla Piazza del Castello è dominata da forti avancorpi d’angolo aggettanti, che seguono la curva dell’antico cortile, tra cui spicca l’avancorpo centrale messo in risalto dal portico con balconata e dall’attico con l’orologio. All’interno del palazzo è degna di nota la diversa struttura delle finestre architravate con richiami all’ala principale e laterale. L’arredamento delle sale, ancora ben conservato, risale prevalentemente agli anni 1853-54.

Blauer Hof SpeisesaaltraktL’Ala del Salone, progettata interamente da Nicolò Pacassi e situata dove un tempo sorgeva il palazzo degli Sinzendorf, entrò a far parte del patrimonio imperiale intorno al 1756. La facciata d’ingresso è dominata da un portico con sculture che raffigurano la caccia all’airone, mentre all’interno si trova un grande salone ovale con dipinti architettonici alle pareti (purtroppo solo parzialmente conservati); l’affresco sul soffitto, opera di Vinzenz Fischer, ritrae dei putti intenti alla caccia con il falcone.

Blauer Hof TheaterIl Teatro del Castello venne eretto nel 1753 su progetto di Nicolò Pacassi. Il lato d’accesso per le vetture è contraddistinto da un alto portico con timpano ad arco e pareti decorate con scanalature e mattonelle. Degli interni resta soltanto il dipinto illusionistico tardo barocco presente nell’auditorio; la zona superiore caratterizzata da volute, fiori e putti venne completata nel XIX secolo.

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